NUR 06 99 500

Numero Unico Regionale (NUR) 06 99 500

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Il Dimensionamento scolastico

La Regione Lazio, attraverso il procedimento di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche provvede annualmente alla razionalizzazione e programmazione della propria rete scolastica, in attuazione delle norme statali e regionali in materia e, in particolare, dell’art. 138, comma 1, lett. b) del D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e dell’art. 153, comma 2, lett. b) della Legge regionale 6 agosto 1999 n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo).
Tali norme, infatti, affidano alla competenza delle Regione la gestione del sistema scolastico la cui realizzazione è correlata alla relativa volontà politica ed alla capacità organizzativa. Con il piano di dimensionamento la Regione compie operazioni di aggregazione, soppressione e trasformazione delle istituzioni scolastiche e di arricchimento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di nuovi indirizzi di studio presso le istituzioni del II ciclo.
La Regione Lazio con il proprio piano di dimensionamento organizza l’erogazione del servizio scolastico nei territori di competenza con l’obiettivo di:
•    programmare un’offerta formativa sempre più funzionale ad una efficace azione didattico – educativa
•    realizzare il diritto all’apprendimento
•    ridurre il disagio degli studenti
Il dimensionamento delle Istituzioni scolastiche avviene attraverso l’adozione annuale di una deliberazione di Giunta regionale (DGR) che approva il piano regionale di dimensionamento riferito all’anno successivo.
All’adozione del primo piano regionale, approvato nel 1999 con la DGR n. n. 5654, in attuazione degli indirizzi di programmazione e dei criteri generali precedentemente approvati dalla medesima Regione con la DGR 716/99, fanno seguito ogni anno gli interventi di riorganizzazione della rete scolastica che, senza sostituire il piano originario, apportano ad esso le modifiche di volta in volta valutate indifferibili ed urgenti, secondo le indicazioni del D.P.R. 233/1998 e del D.P.R. 81/2009.
Il piano regionale di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche è il risultato di un iter piuttosto complesso che consta dei seguenti punti:
•    La Regione Lazio predispone un atto di indirizzo (linee guida) sulla programmazione della rete scolastica destinato alle Province.
•    Le Province attivano, sulla base dell’atto di indirizzo regionale, i loro Comitati che adottano le proposte di Piano provinciale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dagli enti locali, dalle istituzioni scolastiche e dall’utenza.
•    Le Province provvedono a stilare un piano nel quale confluiscono sia le proposte relative alle istituzioni scolastiche del II ciclo (di loro diretta competenza) sia le proposte relative alle istituzioni scolastiche del I ciclo (di competenza dei Comuni).
•    L’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, competente in materia di organici, esprime un parere preventivo sulle proposte provinciali.
•    Le proposte delle Province e il relativo parere dell’USR vengono esaminati a livello regionale nell’ambito della Conferenza regionale permanente per l’istruzione e ricondotti unitariamente nell’ambito del piano regionale di dimensionamento.
•    Dopo l’approvazione della deliberazione regionale l’USR per il Lazio adotta il relativo Decreto Dirigenziale attuativo.
Di recente la riforma del dimensionamento scolastico è stata inserita nell’ambito del PNRR che ha imposto con il relativo Decreto interministeriale attuativo n. 127 del 30 giugno 2023 una importante riduzione delle autonomie scolastiche nell’arco di tre anni scolastici 2024/25, 2025/26 e 2026/27.
In attuazione di tale recente evoluzione normativa la Regione Lazio, già dall’anno scolastico 2025/26, ha raggiunto il numero ottimale di 679 autonomie scolastiche, rispettando la media regionale dei 900 alunni per istituzione.
Le nuove norme, oltre agli obiettivi di riduzione, hanno anche previsto l’eliminazione dei vincoli numerici minimi di 600 alunni (o 400 nei territori montani o isolati) consentendo di superare il dimensionamento meramente numerico, per orientarsi verso un dimensionamento più propriamente qualitativo e più attento alle specificità dei territori.

Normativa


 

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Area “Offerta per il diritto allo studio e dimensionamento alloggiativo universitario” 

Data di aggiornamento/verifica: 25/09/2026

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